Livio Benetti: cenni biografici
Livio Benetti, nasce a Trento nel 1915.
II padre Gustavo era una fiera figura di fabbro dalla barba fluente, amante delle scienze, della natura e delle sue montagne, diventato poi famoso nel suo Trentino come fine cesellatore del rame.
In quel clima gią ricco culturalmente, nella fucina di un fabbro artigiano, si forgia la figura del giovane artista. Studia poi a Trento presso lo scultore Stefano Zuech e quindi a Firenze e a Venezia presso I'Accademia delle Belle Arti.
Dopo un periodo di intensa attivitą artistica in Trentino, vince la cattedra di disegno e storia dell'arte presso I'Istituto Magistrale di Sondrio dove insegna per trentotto anni ricoprendo anche l'incarico di preside.
Opera prevalentemente in provincia di Sondrio e di Trento dedicandosi all'arte nel campo della scultura, della pittura ad olio, a tempera ed acquerello, dell'affresco, del mosaico, del disegno e ultimamente anche dell'incisione (acquaforte).
La maggior parte del suo lavoro viene forgiato nello studio situato in quello che potremo definire "eremo" di Masegra, accanto alla casa dove ha vissuto con la moglie Pia e i quattro figli. II tranquillo colle di Masegra, immerso nel verde, rappresenta per l'artista una vera e propria musa ispiratrice ed oltre ad essere soggetto di molti suoi dipinti, verrą sempre ricordato dall'artista con sincero affetto. Le sue opere sono state esposte in numerose personali e collettive in Italia e all'estero ed una mostra personale permanente e stata aperta per vari anni in via Cesare Battisti a Sondrio.
Tra le principali opere pubbliche possiamo ricordare il monumento alla Resistenza di piazza Campello a Sondrio e sempre nel capoluogo, dove innumerevoli lavori arricchiscono la decorazione artistica delle cappelle del camposanto, la fontana di via XXV Aprile dedicata alla Previdenza e i mosaici di Piazza Garibaldi dedicati a personaggi illustri valtellinesi, il monumento ai Caduti di Sondalo, il monumento agli Alpini dell'Aprica, gli affreschi di S. Giorgio, della Madonna dei Monti e quello dedicato a Bormio e ai suoi Santi, collocati rispettivamente presso le filiali del Credito Valtellinese di Grosio, Livigno e Bormio ed infine il grande pannello in bronzo dedicato al lavoro nelle cave di granito situato presso la filiale di Lecco della Banca Popolare di Sondrio.
Ha scritto su giornali e libri a diffusione sia regionale che nazionale, arricchendo con disegni e schizzi innumerevoli pubblicazioni. Ha ricoperto importanti incarichi nell'amministrazione della cittą di Sondrio ed ha anche retto per vari anni la presidenza dell'Ente Provinciale per il Turismo.
E' scomparso il 10 gennaio 1987.

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