"Caval bianco" salva la faccia
Demolito l'ex albergo, meno gli affreschi di Benetti
di G.C.
Finalmente si interviene sull'ex albergo "Caval bianco", uno degli angoli più degradati di piazzale Bertacchi. La palazzina a due piani verrà demolita in quanto il recupero non è possibile, ma verranno mantenute le parti che meritano di essere conservate.
Saranno salvati l'affresco che adornava una delle pareti interne dell'atrio dipinto sulle due facce negli anni Cinquanta dal pittore Livio Benetti, il balcone in ferro battuto situato al secondo piano e le incorniciature delle finestre. Si tratta di materiali ben conservati che verrano rimossi, restaurati e usati per l'arredo del nuovo edificio che sorgerà su quell'area.
Per il balcone e le finestre in particolare il progetto prevede il riutilizzo conservandone forme e linee.
Per gli affreschi a firma di Benetti è stata raggiunta un'intesa fra proprietà e Museo di storia ed arte. I due dipinti murali, uno a tutta parete riproducente un grande cavallo (in omaggio all'albergo) e il secondo molto più ridotto, verranno staccati e una volta recuperati saranno affidati alla pinacoteca di arte contemporanea ospitata presso il museo cittadino.
Un pezzetto della Vecchia Sondrio se ne va, ma le parti più significative resteranno e verranno valorizzate.
Spiace veder operare ruspe e picconi, ma quando gli stabili sono nelle condizioni dell'ex "Caval bianco" o del vicino Negrini (albergo della stazione) si spera sola che qualcuno intervenga e al più presto.
Piazzale Bertacchi non merita tanto degrado: per chi arriva a Sondrio in treno, è il biglietto da visita della città, un biglietto di presentazione che col passare degli anni si è sgualcito al punto da risultare "illeggibile".
Il capoluogo valtellinese ha diversi punti degradati. Da tempo, ad esempio, si invocano i recuperi dei palazzi Martinengo e del Bim, quest'ultimo in sponda destra del Mallero. Si tratta di opere non indifferenti, che richiedono notevoli investimenti, e per questo gli interventi slittano di anno in anno con aumento del degrado.


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